Archivio mensile: Giugno 2009

Esperimento coi neuroni

In un laboratorio viene condotto un esperimento unico nel suo genere:
Un neurone cresciuto in un cervello di una donna viene trapiantato dentro al cervello di un uomo comune.
Il neurone, ripresosi dallo shock del viaggio, arriva nel cervello ospite, si guarda intorno e si rende conto che è in un grande spazio vuoto, dove è tutto buio e c’è un silenzio angosciante.
Preoccupatissimo, chiede timidamente, sottovoce:
– Ehi… C’è qualcuno?
Silenzio! Sempre più ansioso e spaventato alza il tono:
– Iuuhuu! C’è nessuno qui?
Nessuna risposta. Nessun segno di vita! Distrutto e tremante, si accascia al suolo e comincia a piangere (classico femminile).
– Resterò solo, qui, per il resto della mia vita…
All’improvviso, un rumore… dei passi… arriva qualcuno… ed è un altro neurone! Emozionatissimo, il poveretto balza in piedi e corre incontro al nuovo arrivo, abbracciandolo commosso.
– Ehi… calmati amico mio, calmati. Che fai qui? E perché piangi?
– Io… sono arrivato adesso… pensavo che non ci fosse nessuno e che sarei rimasto solo per sempre…
– Ma che sciocchezza! Stai parlando di un cervello maschile, quindi non troverai nessun’altra comunità più affollata di neuroni di questa!
Noi siamo moltissimi, estremamente attivi e con legami stretti stretti e fitti fitti tra tutti noi.
– Oh… grazie a Dio, che bello! Come sono contento! Ma… allora dove siete tutti? Qui il cranio è vuoto.
– Oh, nulla di strano, è sempre così: c’è una festa giù nel pisello.
Io sono risalito solo per cercare dell’altra birra…


Il bambino e la cameriera burbera

Qualche tempo fa, quando un gelato costava molto meno di oggi, un bambino di dieci anni entrò in un bar e si sedette al tavolino. Una cameriera gli portò un bicchiere d’acqua.

“Quanto costa un gelato tipo il Solero?” chiese il bambino.

“Un euro” rispose la cameriera.

Il bambino prese delle monete dalla tasca e cominciò a contarle.

“Bene, e quanto costa invece un gelato semplice?”

In quel momento c’erano altre persone che aspettavano e la cameriera cominciava un po’ a perdere la pazienza.

“80 centesimi!” gli rispose in maniera brusca.

Il bambino contò le monete ancora una volta e disse:

“Allora mi porti un gelato semplice!”

La cameriera gli portò il gelato e il conto. Il bambino finì il suo gelato, pagò il conto alla cassa e uscì. Quando la cameriera tornò al tavolo per pulirlo cominciò a piangere perché lì, ad un angolo del piatto, c’erano 20 centesimi di mancia per lei.

Il bambino aveva rinunciato al Solero proprio per riservare la mancia alla cameriera.