Archivio mensile: Marzo 2009

Il prezzo del cervello

In ospedale c’era un paziente gravemente malato. I familiari si erano riuniti nella sala di attesa e, alla fine, entrò un medico, stanco e desolato. “Mi dispiace di essere portatore di brutte notizie”, disse guardando le facce preoccupate, “l’unica speranza per il vostro familiare è un trapianto di cervello. E’ qualcosa di sperimentale, rischioso ed economicamente totalmente a vostre spese”. I familiari rimasero seduti, ascoltando le gravi notizie. Alla fine, uno domandò: “Per sapere, quanto costa un cervello?”. “Dipende”, rispose il medico, “5.000 euro un cervello di uomo; 200 euro uno di donna”. Si produsse un lungo momento di silenzio, mentre gli uomini della sala cercavano di non ridere ed evitavano di guardare le donne negli occhi, anche se qualcuno sorrideva. Infine, la curiosità fece domandare ad uno di loro: “Dottore, a che si deve la differenza di prezzo?” Il medico sorrise davanti a una domanda così innocente e rispose: “Quelli femminili costano meno perchè sono gli unici ad essere stati usati, gli altri sono come nuovi”.

Molti saluti a tutti gli uomini che hanno sorriso a metà del racconto!
E baci a tutte le donne che hanno sorriso alla fine!


Naufraghi

Un aereo di linea precipita in acqua nel mezzo del Pacifico del Sud… Tre sopravvissuti solamente: il pilota, uno steward e una hostess. Si aggrappano ai rottami che galleggiano in superficie e, dopo una settimana alla deriva, arrivano su un’isola totalmente deserta. Sono al di fuori di tutte le rotte aeree e marittime. Sanno che non li cercano più, poiché hanno visto da lontano il viavai degli aerei che sorvolavano il luogo dell’incidente …
La vita si organizza. Si costruiscono una bellissima capanna. La natura generosa fornisce loro carne, frutta, acqua fresca. Sono belli, sono giovani.
Dopo 2 mesi, la giovane hostess si decide a parlare agli altri due: Ascoltate amici. Noi siamo soli. Forse per sempre. Ci siamo sempre rispettati, abbiamo la nostra intimità, tutto e’ molto bello… ma io sento che noi soffriamo tutti di una certa mancanza.
Io so che voi non osate parlarmene, allora lo dico io stessa: sono d’accordo.
Basta arrangiarsi, per esempio tu i giorni pari e tu i giorni dispari; e se c’e’ qualunque problema, se ne parla.
Contentissimi di averne potuto parlare e di essersi organizzati, passano delle settimane favolose. Ciascuno al suo turno, con un rispetto e una intesa esemplari, uno i giorni pari, l’altro i giorni dispari. Disgraziatamente, dopo due mesi, la ragazza prende un virus fulminante, e muore …
E’ la catastrofe. Gli altri due sono terribilmente tristi, ma la vita si riorganizza, e i giorni e poi le settimane passano.
Dopo un mese, uno dei due si rivolge all’altro dicendogli : Ascolta, vecchio mio, il tempo passa, so che e’ dura per te come per me, allora tanto vale parlarne.
Io sento la mancanza, sono giovane, non posso continuare così. Che cosa ne pensi?
E l’altro lo ringrazia d’aver osato parlarne, e subito lo rassicura dicendogli che e’ la stessa cosa per lui.
Tu la pensi come me, allora? Si, sono d’accordo. E se non funziona, se ne parla.
D’accordo. Come facciamo? Tu i giorni pari, ed io i giorni dispari? D’accordo, proviamo.
Ed essi passano di nuovo delle settimane piacevoli…
Ma una sera, uno dei due dice all’altro: Ascolta, avevamo detto che ne avremmo parlato se qualcosa non andava.
Ebbene, io trovo che c’e’ qualcosa che non va più.
Siamo soli e sentiamo la mancanza, d’accordo, ma quello che facciamo mi infastidisce: e’ contro natura …
Tu mi rassicuri , dice l’altro, anch’io volevo parlartene, vorrei smetterla. Ad ogni modo, non sono le stesse sensazioni di prima…
Tu sei d’accordo, allora?
Si, e tu?
Si
Bene… la sotterriamo allora?