Scioglilingua

Apelle, figlio di Apollo
Fece una palla di pelle di pollo
Tutti i pesci vennero a galla
Per vedere la palla di pelle di pollo
Fatta da Apelle figlio di Apollo


L’empio imperator di un ampio impero
Scoppiar fece un giorno grave guerra per un pero
Credeva così di conquistare il mondo intero,
ma per un pero, perse in realtà l’Imperator l’impero!


C’era una volta una vecchia bufecchia, biribisconfecchia e falomecchia
che faceva una torta bistorta, biribisconforta e falomorta.
Un giorno tre fanti bufanti, biribisconfanti e falomanti
andarono dalla vecchia bufecchia, biribisconfecchia e falomecchia
e le chiesero: “Ci fate la torta bistorta, biribisconforta e falomorta?”.
La vecchia bufecchia, biribisconfecchia e falomecchia disse:
“Sì, vi faccio la torta bistorta, biribisconforta e falomorta”.
Allora i tre fanti bufanti, biribisconfanti e falomanti andarono al lavoro.
La vecchia bufecchia, biribisconfecchia e falomecchia
fece la torta bistorta, biribisconforta e falomorta
e la mise sul camino a raffreddare,
ma passarono tre cani bufani, biribisconfani e falomani
che si mangiarono tutta la torta bistorta, biribisconforta e falomorta.
I tre fanti bufanti, biribisconfanti e falomanti tornarono dal lavoro
e chiesere alla vecchia bufecchia biribisconfecchia e falomecchia:
“Avete fatto la torta bistorta, biribisconforta e falomorta?”.
La vecchia bufecchia, biribisconfecchia e falomecchia disse:
“Sì, ho fatto la torta bistorta, biribisconforta e falomorta
e l’ho messa sul camino a raffreddare.
Ma sono passati tre cani bufani, biribisconfani e falomani
e hanno mangiato tutta la torta bistorta, biribisconforta e falomorta”.
Allora i tre fanti bufanti, biribisconfanti e falomanti
presero la vecchia bufecchia, biribisconfecchia e falomecchia
e la buttarono su per il camino bufino, biribisconfino e falomino.


Sul mare ci sono
nove navi nuove
una delle nove
non vuole navigare


Il Papa
pesa
e pesta
il pepe
a Pisa
e Pisa
pesa
e pesta
il pepe
al Papa.


Sopra la panca la capra campa,
sotto la panca la capra crepa.


Trentatré trentini entrarono
trotterellando in Trento,
tutti e trentatré trotterellando.


Tre tigri contro tre tigri,
tre tigri contro tre tigri,
tre tigri contro tre tigri,
tre tigri contro tre tigri…


Se la serva non ti serve,
a che serve che ti serva
di una serva che non serve?
Serviti di una serva che serve,
e se questa non ti serve,
serviti dei miei servi.


Se l’arcivescovo di Costantinopoli
si volesse arcivescovoscostantinopolizzare,
vi arcivescovocostantinopolizzereste voi
per arcivescovoscostantinopolizzare lui?


Tre tozzi di pan secco
in tre strette tasche stanno;
in tre strette tasche stan
tre tozzi di pan secco.


Sereno e’
seren sarà;
se non sarà seren
si rasserenerà


Chi troppo in alto sal cade sovente
precipitevolissimevolmente


Sa chi sa se sa chi sa
che se sa non sa se sa,
sol chi sa che nulla sa
ne sa più di chi ne sa.


Dietro a quel palazzo
c’é un povero cane pazzo.
Date un pezzo di pane
a quel povero pazzo cane.


Sul tagliere l’aglio taglia.
Non tagliare la tovaglia.
La tovaglia non é aglio.
Se la tagli fai uno sbaglio.


Orrore, orrore, un ramarro verde su un muro marrone!


“C’è il questore in questura a quest’ora?”
“No non c’è il questore in questura a quest’ora,
perché se il questore fosse in questura a quest’ora
sarebbe questa la questura!”


Andavo a Lione cogliendo cotone,
tornavo correndo cotone cogliendo.


Nel pozzo di Santa Pazzia protettrice dei pazzi
c’è una pazza che lava una pezza.
Arriva un pazzo, con un pezzo di pizza
e chiede alla pazza se ne vuole un pezzo.
La pazza rifiuta.
Il pazzo s’infuria,
e butta la pazza, la pezza, la pizza
nel pozzo di Santa Pazzia, protettrice dei pazzi.


Porta aperta per chi porta.
Chi non porta, parta pure
poco importa.


Ti che te tachet i tacc
tachem i tacc a mi, che mi ti attachi a ti,
ti che te tachet i tacc.
Mi tacatt i tacc a ti?
tachete ti i tò tacc!
Ti che te tachet i tacc!


O postino che porti la posta,
dimmi postino che posta portasti.


A cuoppo cupo poco pepe cape
e poco pepe cape a cuoppo cupo.


Pietro Perrone, pregiato pittor perugino,
pinse pittura per poco prezzo.
Poi, pentitosi pel poco prezzo percepito,
partì per Perugia, proseguì per Palestina,
perì per perfidia pagana.
Pregategli perpetua pace.


La biscia striscia sul ruscello asciutto.


La biscia striscia sulla terra liscia.


Chi seme di senape secca semina
sempre seme di senapa secca raccoglie.


L’imperator con impeto imperando,
si vide empir d’empi l’ampio impero.


Se il coniglio gli agli ti piglia,
levagli gli agli e tagliagli gli artigli.


Avevo una graticola da ringraticolare.
La portai dal capo ringraticolatore delle graticole,
ma il capo ringraticolatore delle graticole non c’era.
Allora me la ringraticolai da me
e me la ringraticolai meglio
del capo ringraticolatore delle graticole.


Una bilumacola giù per un bilumacoleto
con cento bilumacolini dietro;
se la bilumacola muore,
come faranno i cento bilumacolini
a sbilumacolarsi?


Sotto un uscio,
tutto liscio,
cade, a strisce,
un grosso guscio.


Figlia, sfoglia la foglia;
sfoglia la foglia, figlia.


Sei tu quel barbaro barbiere
che barbaramente barbasti
la barba a quel povero
barbaro barbone?


Sotto le frasche del capanno
quattro gatti grossi stanno;
sotto quattro grossi sassi,
quattro gatti grossi e grassi.


Pietro Paolo Pinto Pittore
Poco Pratico Pinse Per Pinger
Paoli Per Puro Poco Prezzo.
Poi Poco Pagato,
Partì Per Pavia
Propria Patria
Passando Per Po
Portando Pappagallo.


Vedo un ragno nel suo regno,
che lavora con impegno;
e uno gnomo che fa il bagno
con un cigno nello stagno.


Sopra un ripito stipito monte
Stava un ripito stipito uccello
Col suo ripito stipito becco
Se lo ripitistipitucciava su.


Una pietra liscia liscia
spiastriccicatrici su.


La marmotta, quando annotta,
nella grotta già barbotta
che la pappa non é cotta!
Quando é cotta
ribarbotta, perché scotta!


La signora di monte Melesse
è andata a Napoli a sentirsi le messe.
Perché la signora di monte Melesse
è andata a Napoli a sentirsi le messe?
Perché a monte Melesse non ci stanno le messe!


C’era una volta una cincibiriciaccola,
che aveva centocinquanta cincibiriciaccolini.
Un giorno la cincibiriciaccola disse
ai suoi centocinquanta cincibiriciaccolini:
“Smettetela di cincibiriciaccolare sempre,
altrimenti un giorno non cincibiriciaccolerete più”.


Eva dava l’uva ad Ava;
Ava dava l’uova ad Eva;
ora Eva è priva d’uva,
mentre Ava è priva d’uova.


Se seme di senapa semini,
Sempre seme di senapa raccogli.


Ciò che è, è;
ciò che non è, non è;
ciò che è, non è ciò che non è;
ciò che non è, non è ciò che è.


Ho in tasca l’esca
ed esco per la pesca,
ma il pesce non s’adesca,
c’è l’acqua troppo fresca.
Convien che la finisca,
non prenderò una lisca!
Mi metto in tasca l’esca
e torno dalla pesca.


O Ciacco, con ceci, chicchi, cacio
e cocco, su un chiocco ciocco
cuoci un pasticciaccio a Checco,
cieco che ciarlando scoccia
e lontano un ciuco conduce.


Trentatre grani di riso
in un grilletto
rosicchiati dai ratti.


Ho un cappello da orlare smerlare e sbincheriminitagliare.
Lo portai dal maestro orlatore, smerlatore, sbincherimintagliatore di cappelli.
Non c’era.
Allora mi sono messo:
l’ho orlato, smerlato e sbincherimintagliato.
E era meglio orlato, smerlato sbincherimintagliato da me,
che dal maestro orlatore, smerlatore, sbincherimintagliatore di cappelli.


Nel giardin del sior Simon
sior Andrea cogliea coton.
Nel giardin del sior Andrea
sior Simon coton cogliea.


Il re Serse scorse un orso,
lo rincorse con le sferze,
lo percosse a tutta forza.
L’orso insorse con un morso,
Serse andò fuori di Serse
e si perse dietro l’orso.
Quanto all’orso, senza forse,
lui si perse nel discorso,
a soccorso del re Serse.


“Buona sera, buona sera. Ha il Corriere della Sera di ieri sera?”.
“no, non ho il Corriere della Sera di ieri sera, ma ho il Corriere della Sera di stasera!”.


Pesciolino scioccherello
volle uscire dal ruscello.
Dentro al mare scivolò.
Pesce grosso lo mangiò.


Sotto l’albero del tiglio
ho veduto grano e loglio
e un grazioso quadrifoglio.
Io cercavo l’erba-voglio,
tra le foglie, sotto il tiglio,
ma ho trovato solo miglio,
un cespuglio di cerfoglio,
fiori rossi di trifoglio:
Ma non c’era l’erba-voglio!


Sotto le frasche del capanno
quattro gatti grossi stanno;
sotto quattro grossi sassi
quattro gatti grossi e grassi.


E’ la mamma che ti sveglia o la sveglia che ti sveglia?
E chi è che sveglia la mamma che ti sveglia?


C’erano tre fratellini:
Jaizi, Jaizi Draizi, Jaizi Droni
e c’erano tre sorelline:
Zipka, Zipka Lipka, Zipka Lipka Limpomponi.
Si conobbero, si amarono e
nacquero tre bambini
Jaizi Zipka, Jaizi Draizi Zipka Lipka e Jaizi Droni Zipka Lipka
Limpomponi.


E’ passato lo stracciatoppe
e non m’ha stracciatoppato.
Quando ripasserà
mi stacciatopperà.


Una rara rana bianca
una sera errò un po’ stanca;
una rara rana nera
sulla rena errò una sera.


Remo rema sul Reno con remi di rame.


C’era un ripito zipito uccello,
su una ripita zipita rama,
col suo ripito zipito becco
se la ripituzipituzzava.


Ad Ascoli Piceno
un piccione si è impicciato
in un grosso impiccio;
chi lo disimpiccerà da quest’impiccio
è un grande impiccione!


Giuseppe Aiello
che ruppe l’ombrello;
Aiello Giuseppe
nessuno lo seppe.


Torquato Tasso,
andando a spasso,
cadde in un fosso
e si fece male all’osso
del dito grosso!


Sotto un cespo di rose scarlatte
offre il rospo té caldo con latte.
Sotto un cespo di rose paonazze
tocca al rospo sciacquare le tazze.


C’era una volta un re
Befè Pascotta Punè
che aveva una figlia befiglia
Pascotta Puniglia la quale befaglia
Pascotta Punaglia
un dì se ne volò.
Allora il re
Befè Pascotta Punè disse:
“Chi trova mia figlia befiglia
Pascotta Puniglia la quale befaglia
Pascotta Punaglia
la prenderà in sposa”
Si presentò al re
Befè Pascotta Punè
un brutto tignuso schifuso
che disse:” Oh re Befè Pascotta Punè
ho trovato tua figlia befiglia
Pascotta Puniglia la quale befaglia
Pascotta Punaglia e la prenderò in sposa”
Disse allora il re Befè Pascotta Punè:
“Va’ via brutto schifuso tignuso,
prenditi la tigna
e zappati la vigna”


La gamba e la binda
Prendi la gamba
medica la binda,
prendi la binda
medica la gamba.


Una rana nera e rara
sull’arena
errò una sera.


Un luccio sotto un leccio
luccicava alla luce di un leccio;
o leccio leccio,
ti curi del luccio
che lucido luccica
sotto di te?


Anton Tonti d’ottant’anni
fece un Sant’Anton tant’alto
di carta turchina
intinta tutt’unta.


Il mondo è fatto a scale
chi scende e chi sale,
chi le scende troppo in fretta
si sciupa la scarpetta;
la scarpa ha il laccio sciolto,
lo scialle scalda molto;
lo scialle non è sciarpa,
la sciarpa non è scarpa,
il furbo non è sciocco,
tira il laccio è sciolto il fiocco.


Pier Paolo pittor
pinse palle e palline
per poco prezzo
per poi provar
poco piacere
nel pranzar.


Invan si pesca
se l’amo non ha l’esca,
se l’amo non ha esca,
invan si pesca.


Trenta tranquillanti per trenta tripolini turbolenti.


Trentatrè trentini transitavano per Trento,
e tutti e trentatrè trainando trattori.


Tre fiaschi stretti stavano dentro tre stretti fiaschi, ed ogni fiasco
stretto stava nello stesso fiasco. Tre fiaschi stretti stanno dentro
questi stessi stretti fiaschi.


Due anatroccoli mangiano due broccoli.
Chi trova due moccoli per i due anatroccoli che mangiano due broccoli?


Tu che fai le botti finte, fammi due belle finte botti con due cupi fondi finti.


Zia Filippa e Donna Checca vendon seppie e staccan zucche.


Pasqua la cuoca gioca con l’oca.


Ingarbuglia la matassa,
ingarbuglia se vuoi,
ma sgarbugliala tu puoi:
avrai ben da faticar.


Calai in un pozzo profondo tre pesche e due pezzi di pepe nel pugno.
In un pozzo profondo calai: due pezzi di pepe e tre pesche nel pugno portai.


Sul campanil d’Antroccoli
c’è una biribaula
con trecento biribaulini;
se la biribaula muore
chi si biribaulerà
i trecento biribaulini?


Pietro Paolo Prensi, povero pittore padovano,pingeva per papa Pio Primo.
Pentitosi poi per poco prezzo pattuito,
partì per Padova propria patria.
Passando per Pisa, pugnalato, poco patì, presto perì: passeggeri pietosi, prego piccola prece per
Pietro Paolo Prensi, povero pittore padovano.


Filo fine dentro al foro
se l’arruffi non lavoro
non lavoro il filo fine
foro il foro come un crine


“Ciccio ciaccia
con la ceccia
si mettesse invece a cuccia
e ciucciasse la sua ciuccia
non farebbe più pasticci
il sor ciccio degli impicci”


Verso Maggio
con un paggio
vo in viaggio.
Non vaneggio
né monteggio;
forse é peggio!
Se mi seggo
più non reggo:
mangio o leggo.
Se non fuggo
qui mi struggo,
ma se fuggo
vado al poggio
e un alloggio
là mi foggio,
sotto un faggio
con coraggio.


Con un ramo sopra un muro,
quella birba di Romeo,
ha rubato sei limoni
a quel grullo di Matteo;
poi dal mare ha preso un remo
s’è diretto verso Roma:
-Mira, o Mèro, amore amaro!-
Ha gridato al suo somaro.


Quando il coniglio,
senza consiglio,
con la coniglia
fece famiglia,
gli nacque un figlio
e poi una figlia,
poi un altro figlio
e un’altra figlia.
Ora coniglio,
senza consiglio,
ha una famiglia
lunga tre miglia.


Sette scettici sceicchi sciocchi con la sciatica sciamano a Shangay.


Un limone, mezzo limone, due limoni…
Un limone, mezzo limone, due limoni…
Un limone, mezzo limone, due limoni…


Tre pigri preti pregano
con tre preti pigri.


In un pozzo poco cupo
si specchiò una volta un lupo
che nel poco cupo pozzo
andò a sbattere di cozzo
ben pensando di azzannare
un feroce suo compare.


Treno troppo stretto e troppo stracco
stracca troppi storpi e storpia troppo.


Sgomitoli il gomitolo chi l’ha aggomitolato, aggomitoli il gomitolo chi l’ha sgomitolato.


Paolo Pitto
pittore poco pratico,
promise pingere
palazzo Pitti
per poco prezzo.
Pentitosene poi,
partì per Pisa
portando poco pane
per proprio padre


Frate Frigerio da Ferrara
fate friggere in tutta fretta
due fette di fegato fresco
per Frate Francesco da Frosinone


Sette sassi su quel masso.
sette sassi sotto il masso;
perché hai messo sette sassi sotto il masso
e non hai messo sette sassi sopra il masso?


Un pezzo di pizza nel piatto sull’orlo del pozzo


Una zolletta di zucchero nella tazza di zia Zita


Al pozzo di messere Pazzino dei pazzi
c’era una pazza che lavava le pezze.
Venne messer Pazzino dei Pazzi
prese la pazza e le pezze
e buttolle nel pozzo


Trentatrè soldati stanchi
van trottando verso Trento
su trentatre cavalli bianchi


Son padre di un figlio
ch’è privo di padre,
perché non ha figli
colui che lo fe’…


Buono, il pane di frumento
sfornato in quel momento.
E buoni anche i biscotti,
cotti, tricotti e stracotti:
crocchiano e cricchiano,
in bocca scricchiolano,
hanno un sapore che non ti dico
se li dividi con un amico.


Tre strette tazze in tre tazze strette


Una testa, senza testa,
non può dirsi che sia testa,
per far testa ci vuol testa,
altrimenti non è testa.
Molte teste senza testa
crederanno di aver testa,
quando poi ci vuol testa
fan veder che non han testa.
Io che ho testa in su la testa
darò testa a quella testa
che la testa non ha in testa.


Presi moglie nell’Uraguai,
La portai nel Paraguai,
Ma però perì in Perù.


Effetto ottico

Guarda bene questa immagine…
Ti posso assicurare che è assolutamente ferma…
Ma se ti muovi sembra muoversi!!!

effetto ottico


Codici a Barre creativi

Siete stanchi del solito monotono ed antiestetico codice a barre che trovate sulle confezioni di ogni prodotto che acquistate!!! Tra un po’ non lo sarete più, perché dal Giappone stanno arrivando i nuovi Codici Creativi…

Ecco qualche anteprima…

codici_creativi_01


codici_creativi_02


codici_creativi_03


codici_creativi_04


codici_creativi_06


codici_creativi_05


codici_creativi_07


codici_creativi_08


codici_creativi_09


codici_creativi_10


codici_creativi_11


codici_creativi_12


codici_creativi_13


codici_creativi_14


codici_creativi_15


codici_creativi_16


codici_creativi_17


codici_creativi_18


codici_creativi_19


codici_creativi_20


codici_creativi_21


codici_creativi_22


codici_creativi_23


codici_creativi_24


codici_creativi_25


codici_creativi_26


Visita il sito dei creatori: http://www.d-barcode.com/


Studio sul cervello

Sneocdo uno sdtiuo dlel’Untisverià di Cadmbrige, non irmptoa cmoe snoo sctrite le plaroe, tutte le letetre posnsoo esesre al pstoo sbgalaito, è ipmtortane sloo che la prmia e l’umltia letrtea saino al ptoso gtsiuo, il rteso non ctona. Il cerlvelo è comquune semrpe in gdrao di decraifre tttuo qtueso coas, pcheré non lgege ongi silngoa ltetrea, lgege la palroa nel suo insmiee… vstio?