Articoli con tag albergo

Lavori in corso

Dopo il pienone di agosto, il proprietario di una pensione decide che e’ il caso di tinteggiare le stanze nr. 4, 6 ,8, 10, 12, 14, 16 e 18.
Il problema del nostro albergatore sta nel fatto ci sono dei clienti abituali, che non potrebbe ospitare se chiudesse temporaneamente tutte le stanze, e vi e’ la necessità di coprire almeno le spese settimanali dell’albergo.
Ma la situazione non e’ poi cosi tragica. Infatti basta ricorrere ad una rotazione: prima chiudere solo qualche stanza, poi attendere la fine dei lavori e chiudere le altre stanze quando le prime sono in ordine.
A questo punto sorge, pero, il problema dell’incasso che, per ragioni, di contabilità, dovrebbe essere nei limiti del possibile costante. Tenendo conto che ciascuna stanza ha un prezzo diverso dalle altre e pari al suo numero moltiplicato per dieci (la stanza numero 4 costa 40 euro, la numero 6 costa sessanta euro, la numero 18 costa 180 euro), come si possono dividere le stanze in due gruppi in modo che ciascun gruppo renda esattamente quanto l’altro?

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Referenze

Il direttore del personale di un grande albergo di Roma riceve un uomo, Antonio Martini, che si presenta per il posto di maitre: “Ha delle referenze?”.
“Sono stato maitre al Grand Hotel di Rimini, di Cortina e di Taormina”.
Il direttore si reca nell’ufficio accanto e telefona al Grand Hotel di Rimini: “Conoscete un certo Antonio Martini che ha lavorato per voi? “.
“Certo, Antonio il lercio. Lo chiamavamo cosi’ perche’ era sempre sporco, una vera indecenza. L’abbiamo dovuto licenziare”.
Subito dopo il direttore telefona al Grand Hotel di Cortina: “Conoscete un certo Antonio Martini? “.
“Certo, Martini il bestemmiatore. Non faceva altro che bestemmiare e dire parolacce. L’abbiamo licenziato”.
Il direttore telefona infine al Grand Hotel di Taormina e chiede notizie di Antonio Martini: “Chi? Antonio il finocchio? L’abbiamo dovuto licenziare perche’ era un gay e infastidiva tutti i clienti”.
A questo punto il direttore torna dall’uomo e gli dice: “Va bene, la voglio prendere in prova. Ma mi stia bene a sentire. Voglio che sia sempre elegante e pulito. La prima volta che la vedo in disordine la licenzio. E soprattutto nessuna parolaccia, altrimenti se ne va di volata. E per finire, Antonio, vieni qui e dammi un bel bacione prima di iniziare a lavorare”.

 

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